venerdì 22 maggio 2015

Paccheri ripieni al pomodoro di mare




“Sposami, vivremo la stretta eterna della passione. La mia pelle porosa sarà il porto sicuro della rossa polpa che mi darai in dono. Vivremo la salinità del mare, trattenendo il respiro emotivo di un bacio salmastro, arenato nell’oasi pacifica prescelta nell’immensità del mare. Saremo risucchiati in un vortice da cui non potremo fuggire. Affronteremo insieme l’abisso, finché una rete tesa ci catturerà a bordo. Eccoci, navighiamo a vista con al timone la bianca rosa dei venti. Drizza le vele, chiudi gli occhi e lasciati ondeggiare. Siamo ancorati alla prua dello scoglio, con la stella senza tempo sulla rotta del nostro abbraccio eterno. Nel silenzio della vasta distesa di acqua salata, seguendo un litorale ignoto, con in scia l’acuta vista di un gabbiano, intento nel suo volo radente, passeremo in rassegna una vita che scopriremo essere breve, ma tremendamente dolce, sapendo di non averla sprecata senza noi, io e te.


Così si rivolse il pacchero alla sua amata polpa di pomodoro, quando levarono l'ancora e partirono per un lungo viaggio in mare alla ricerca dell’ingrediente perfetto. Sapete qual è l’ingrediente perfetto che trovarono in mare? Ma la cozza, ovviamente! E per non farsi mancare proprio nulla, pacchero, aveva nascosto, alla sua amata, una buona dose di candida ricotta vaccina.



Una sfida, quella n. 48 dell’eMMeTiChallenge di maggio, che ci porta in dono uno dei simboli della cucina italiana, la Pasta col Pomodoro di Paola Sabino dal blog Fairies' Kitchen



Ingredienti



10 paccheri


500 g di cozze


250 g di ricotta vaccina


300 g di pomodori piccadilly


2 spicchi di aglio


olio evo


1 peperoncino


basilico


Lavate, pulite le cozze e mettetele ad aprire in un pentola a fuoco vivace. Eliminate la valva delle cozze e mettete da parte l’acqua delle cozze.


Sciacquate i pomodori, tagliateli in quattro parti. Soffriggete in un filo di olio i due spicchi di aglio e il peperoncino. Appena imbionditi, eliminateli e mettete i pomodori. Cuocete per 4-5 minuti a fiamma vivace, coprendoli con un coperchio. 

Appena saranno ammorbiditi, schiacciateli con i rebbi di una forchetta, versate l’acqua rilasciata dalle cozze e fate andare per altri 10-15 minuti a fuoco vivace. Il sughetto si restringerà un po’ ma bisogna fare attenzione che non si asciughi troppo. Mi raccomando NIENTE sale, perché, ovviamente l’acqua delle cozze è già molto salata.



Per ulteriori approfondimenti vi rimando al procedimento, descritto minuziosamente e in maniera esemplare da Paola del blog Fairies' Kitchen


Nel frattempo, lessate i paccheri, scolandoli un paio di minuti prima del tempo di cottura riportato sulla loro confezione.


In una ciotola, schiacciate la ricotta vaccina e riempite, aiutandovi con un cucchiaino, i paccheri.


Una volta ripieni, aggiungete un filo di olio sui paccheri e infornateli in forno caldo a 200° C per 5 minuti.


Nel frattempo unite al sughetto le cozze e fate amalgamare il tutto.


Adagiate, verticalmente, in un piatto i paccheri e inondateli dal sughetto con le cozze.


Un filo di olio, una foglia di basilico e tanto Amore.


BUON APPETITO!





martedì 28 aprile 2015

Pan di Spagna con crema pasticciera e grappa alla ruta




Forse qualcuno lo sa (e se qualcuno non lo sa gli  basta vedere la mia torta), non sono proprio un pasticciere, anzi, direi che sono l’antipasticciere in assoluto, perciò se state cercando un bellissimo e buonissimo dolce, sarebbe meglio che passiate ad un altro blog, se invece cercate una piccola emozione, allora spero di regalarvela con questa mia “riflessione” su un problema che mi sta molto a cuore.


Per quanto riguarda la ricetta della sfida, se avete dei dubbi sul Pan di Spagna, Caris vi spiega ogni segreto e virtù di questa base della pasticceria.

Ingredienti per il pan di Spagna:

150 g di uova

100 g di zucchero semolato

scorza di limone grattugiata

75 g di farina 00

25 g di fecola

per la bagna del Pan di Spagna Grappa alla ruta

zucchero a velo


Ingredienti per la crema:

250 ml di latte

1 uovo

50 g di zucchero

25 g di farina

scorza di limone grattugiata

Per il pan di Spagna montate le uova, lo zucchero, la scorza di limone a cui incorporate a pioggia la farina bianca. Mettete l’impasto in uno stampo (io ho usato uno stampo del diametro di 18 cm) e cuocete per 20 minuti a 180°. Toglietelo dal forno e fatelo raffreddare.

Per la crema sbattete l’uovo, lo zucchero e la farina in una casseruola e mescolate fino ad ottenere una crema liscia. Versate a filo, mescolando sempre, il latte freddo. Mettete la casseruola sul fuoco, continuando a mescolare e portate ad ebollizione. Fate bollire per altri 2-3 minuti e infine aggiungete la scorza di limone grattugiata.

Dividete il Pan di Spagna in due dischi. 

Bagnateli con della grappa alla ruta. Su un disco disponete la crema. Sovrapponete l’altra metà di Pan di Spagna. Spolverate con dello zucchero a velo.


venerdì 10 aprile 2015

Salviamo gli alberi di ULIVO del Salento


https://www.change.org/p/unione-europea-governo-italiano-regione-puglia-organizzazione-nazioni-unite-onu-commissari-europei-alla-salute-e-all-agricoltura-ministero-all-ambiente-ministero-alla-salute-ministero-ai-ben-fermino-la-frode-biocida-che-si-sta-costruendo-in-puglia-in?just_created=true


"Se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo, sia di proprietà dello
Stato sia di proprietà privata, sarà giudicato dal Tribunale, e se sarà
riconosciuto colpevole verrà punito con la pena di morte."

Aristotele, Costituzione degli Ateniesi



Per chi tagliava gli alberi di ulivo vigeva la pena di morte nell'antica Attica.

Se non vuoi macchiarti della linfa vitale degli alberi secolari del Salento, firma la petizione e la prossima volta che avrai fra le mani una bottiglia di olio d'oliva Made in Salento con un sorriso potrai dire io ho voluto salvarti.

Clicca sull'immagine dell'ulivo e verrai catapultato sulla pagina della petizione.

Grazie da tutti gli alberi d'ulivo del Salento...e non solo


venerdì 20 marzo 2015

Torta salata con cime di rapa ‘nfucate




Nuova sfidadell’eMMeTiChallenge e questa volta il terzo giudice è niente meno che la simpaticissima FLAVIA del blog Cuocicucidici che ci accompagna nel fatato mondo della pasta brisée applicata nelle torte salate.

Ho avuto il piacere di conoscere Flavia in più di qualche occasione e devo dire che rappresenta perfettamente la sua terra di origine, la Sicilia, perché è una tipa solare e piacevole, che porta un buon umore contagioso, rara qualità ai giorni nostri.

Ma basta parlare di Flavia, perché qualcuno potrebbe pensare che voglio aggraziarmi il terzo giudice, perciò passiamo subito alla mia ricetta, la torta salata con cime di rapa. Per questa torta salata ho voluto unire in un unico composto ingredienti molto saporiti e dal sapore inconfondibile come il provolone piccante e appunto le cime di rapa. Volete sapere il risultato? A me (e non solo) è piaciuta tantissimo, se fosse stata bella come quella di qualcuno sarebbe stata perfetta. Peraltro, solo a torte salate sfornate ci siamo resi conto che l’ingrediente principale di entrambe le nostre idee per questa sfida fosse una rapa…modificando un vecchio detto…tale marito, tale moglie.


Ingredienti

per la pasta brisée di Michel Roux

250 g di farina

150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito

1 cucchiaino di sale

un pizzico di zucchero

1 uovo

1 cucchiaio di latte freddo


per il ripieno

200 g di cime di rapa

2 spicchi di aglio

1 foglia di alloro

1 peperoncino

Olio evo

Sale

Per la preparazione della pasta brisée ho seguito il procedimento indicato da Flavia e che ricopio di seguito:

Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.


Si procede ora con la cottura in bianco della pasta brisée (sempre copia e incolla da Flavia):

Rivestite il guscio di pasta con la carta forno e riempitelo con uno strato di pesi ( dai pesi in ceramica da forno, ai fagioli o ceci secchi, o riso) che tenga schiacciato l’impasto  evitando che si gonfi in maniera non uniforme.


Cuocete “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta (di solito 180°-190°C) per il tempo previsto, poi togliete i  pesi e la carta e rimettete in forno perché la pasta si asciughi e colori. Se il guscio non tornerà in forno per la cottura del ripieno, deve essere completamente cotto.

Per il ripieno, invece procedete con la pulizia delle cime di rapa, lavatele e mettetele a stufare in una padella in almeno due cucchiai di olio evo, insieme agli spicchi di aglio, la foglia di alloro, sale e un peperoncino. Il tutto deve cuocere a fuoco moderato, lentamente, rimescolando ogni tanto delicatamente, tenendo la padella coperta, in modo che il vapore contribuisca a stufare la verdura (in dialetto salentino si dice ‘nfucate cioè affogare nel loro stesso liquido di cottura), ciò contribuirà ad avere delle verdure più gustose e saporite.

Una volta che le cime di rapa sono cotte, tagliatele grossolanamente e mescolatele con un uovo e il provolone piccante tagliato a dadini.


Con il composto che otterremo, farciremo la torta salata (io ho optato per due torte salate di circa 18 cm l’una). Infornate per 15 minuti a 180°C.

Eccovi un particolare della torta dopo averla tagliata:

 
Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC n. 46 la pasta brisée di Michel Roux, nelle torte salate di Elisa Baker dal blog Cuocicucidici.