lunedì 25 settembre 2017

Ziti tagliati con polpo al vino rosso, guanciale e paprika affumicata




Settembre freddo e piovoso quello di questo 2017, che fa tornare volentieri dietro ai fornelli e cucinare per la sfida eMMeTiChallenge n. 67.
La pasta col pesce è la proposta di Cristina del blog Poverimabelliebuoni.
Tema esaltante, dove le creature del mare hanno il ruolo principale e io non potevo che proporvi una ricetta con il polpo, creatura del mare che adoro e a cui sono legato in maniera indissolubile, dal momento della pesca fino a quello di servirlo nel piatto.
Piccole premesse. Il polpo va sempre battuto, per almeno 15 minuti e meglio ancora sugli scogli. È preferibile consumarlo dopo averlo congelato. Entrambi gli accorgimenti aiutano ad avere un prodotto tenero e digeribile.
Il polpo va consumato integro, con la pelle e le ventose, che rappresentano il vero sapore, altrimenti è meglio che cambiate ingrediente.
Infine, qualche nota sulla ricetta. Il polpo è ipo-calorico, ricco di sali minerali e il suo consumo apporta eccellenti quantità e qualità proteiche.
Insieme al polpo ho utilizzato il guanciale che ha sostituito qualsiasi altro grasso per la cottura e in modo da avere un contrasto di sapore con quello marino del polpo, ho innaffiato tutto con abbondante vino rosso per conferire una nota acida ed aromatica che contrastasse con la dolcezza della carne del polpo e della paprika affumicata, che invece ho usato per chiudere i sapori e dare una sferzata di gusto.
Per questa ricetta non ho usato sale aggiunto, ma solo quello dato dagli ingredienti cucinati.


Ziti tagliati con polpo al vino rosso, guanciale e paprika affumicata
Ingredienti per due persone:
100 g di polpo
110 g di ziti tagliati
50 g di guanciale
1 cucchiaino di paprika affumicata
1 bicchiere di vino rosso
½ cipolla bianca
1 foglia di alloro
2 gambi di prezzemolo
3 grani di pepe nero
1 peperoncino
3 pomodori ciliegino


Lessate il polpo in acqua con tre grani di pepe nero, due gambi di prezzemolo e una foglia di alloro per 30 minuti da quando inizia a bollire l’acqua.
Affettate il guanciale.
Tritate finemente la cipolla.
Tagliate i pomodori a cubetti.
In una padella andate a dorate il guanciale per circa 2-3 minuti, aggiungete la cipolla e lasciate andare per un altro minuto.
Unite i pomodori, il cucchiaino di paprika affumicata e il peperoncino tagliato.
A questo punto aggiungete 100 g di polpo tagliato in piccoli tocchetti.
Mescolate bene il tutto e sfumate con il vino rosso, facendo evaporare l’alcol per 3-4 minuti. 

Piccola parentesi: senza indicare una precisa tipologia di vino,per questa ricetta secondo me va bene un vino con una discreta acidità, fruttato e speziato, di buona struttura e complessità.
Nel frattempo cuocete gli ziti nell’acqua utilizzata per la lessatura del polpo per circa 7 minuti e poi terminate la cottura per altri 5-6 minuti nella padella con il condimento, mantecandola aggiungendo l’acqua del polpo.






domenica 9 aprile 2017

L'Argine a Vencò di Antonia Klugmann



Esistono strade dalle dolci curve, decorate con maestosi alberi verdeggianti, testimoni del curioso vagare di chi eroicamente intraprende un viaggio ai confini politici di una terra senza frontiere.

Le fertili colline di Dolegna del Collio, restituiscono grandi vini e gli ordinati vigneti lusingano i castelli posti alle loro sommità.

L’attento visitatore di questi luoghi non è quasi mai occasionale, sa cosa vuole, sa cosa va a cercare e ricercare, tornando ogni volta arricchito da una nuova rivelazione su cui poter fantasticare, perché è sempre un viaggio irreale, parafrasando Piovene: «resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero».

Così quando si imbocca quella stradina di bianca polvere, capisci che hai intrapreso un percorso che ti porterà a scoprire la pura espressione di un’esperienza favolosa, arte e scienza in un quadro dove lo sguardo trova sfogo oltre le pareti di vetro e lascia all’occhio la voglia di spogliare il limite fra cielo e terra nel quale si è spento, da poco, un sole dipinto di rosso fuoco.

L’Argine a Vencò di Antonia Klugmann e Romano De Feo è l’essenza della fatale unione di una vita in movimento e di un territorio che non lascia spazio alla banalità di un tempo codificato.

Territorio: vita in movimento, è il menù degustazione in undici portate che permette di scoperchiare l’intima coerenza e condivisione della propria visione di realtà, studiata per portare l’avventore a un continuo stimolo che risveglia percezioni assopite nella quotidianità.

Si parte con sarda, spugnola, mozzarella affumicata e ravanello selvatico, un canto alla regina del mare che incontra la purezza della terra.


Cozza, gelatina di bottarga e zenzero candito: ARTE! 


Gambero rosa e friggitelli: bontà senza eguali.


Broccolo, midollo e bergamotto: inizio a ridere dentro di gioia.


Trippa, fagioli, polvere bruciata e edera terrestre: non ho parole.


Pleurotus, valeriana, cavolo nero, crauti e tartufo: sorpreso.


Spaghetto, seppia e il suo nero: posso morire felice.


Asparago bianco, acqua di mandorle e fiori di ciliegio: sincerità. 


Lasagnetta aperta all’aglio orsino e sciopit, ortica, finta ortica e ragù di 
papavero: non svegliatemi vi prego!


Guancia bollita nella birra doppio malto e asparagi selvatici: EVVIVA!!!


Gelo e sorbetto all’arancia, cioccolato: non voglio andar via, adottatemi.



Antonia regina indiscussa della sua cucina, Romano leader di un servizio in sala diligente.

Fiore all’occhiello il percorso di abbinamento vini sempre in linea con il piatto servito.

Menzione particolare per l’abbinamento del piatto di trippa con il Pinot Grigio Kabaj 2012 del collio sloveno (Brda).

Legno, vetro, luci saggiamente dosate per una profonda esperienza di vita...tantissima polvere di stelle e un tocco di magia...




giovedì 17 novembre 2016

Tiramisù la parte degli angeli




Se un giorno mi trovassi davanti a un plotone di esecuzione e mi chiedessero quale ultimo desiderio vorrei soddisfare, non avrei dubbi, chiederei ottimo Whisky scozzese, da bere rigorosamente dalle labbra di mia moglie serrate in un bacio senza fine, mentre le sue lacrime bagnano le mie gote irte di sudore in un’avvolgente angoscia…ehmm…scusate mi ero perso nella foresta dell’immaginazione…torniamo a noi...e partiamo con il dire che...sexy è una somma di piccole cose che rendono unico il significato dell’istante che viviamo e che lasciano quel retrogusto che si ritrova sorseggiando le sfumature presenti nel whisky, dolce, affumicato, speziato, mieloso, fruttato, floreale, ecc. ecc. ecc. magari vestiti di sola stoffa scozzese arrotolata intorno alla vita.

Non siamo sexy noi uomini con il kilt?

Questa è la mia proposta sexy: kilt e whisky e quale miglior film se non “La parte degli angeli” del 2012, che prende il nome da ciò che accade nel corso dell’invecchiamento del whisky. Infatti, nel corso degli anni, maturando il whisky perde volume e si dice che è quella parte destinata a loro, è “la parte degli angeli”.



Sfida “sensuale” quindi quella n. 61 dell’eMMeTiChallenge con il tiramisù di Susy May del blog Coscinadi pollo.


Un’ultima cosa, voglio dedicare questo tiramisù a tutti quelli che hanno votato per eleggere, come nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump nuovo detentore dei segreti mondiali e della “simpatica” valigetta nucleare. Credo che in molti siano andati a votare un pochino alticci. 


Seconda dedica per un certo Leonard Cohen, visionario ricercatore del senso della vita…alla salute Leonard e speriamo di arrivare al 2020 sani e salvi…Trump permettendo.

Ingredienti*:

100 g di savoiardi

5 mandorle

2 albicocche disidratate

whisky

2 tuorli

zucchero (il doppio del peso dei tuorli)

25 g di acqua 

mascarpone 


Mettete l’acqua in un pentolino, aggiungete lo zucchero e ponete sul fuoco fino a raggiungere i 121°C. 

Sbattete i tuorli in una capiente ciotola e versate lo sciroppo ottenuto a filo mentre continuate a montare.

Aggiungete il mascarpone, tanto quanto il peso della crema, e continuate ad amalgamare il tutto con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema omogenea.

Tritate grossolanamente le mandorle e le albicocche.


A questo punto impregnate i savoiardi uno alla volta con il whisky (io ho usato un Cardhu Gold Reserve, un single malt di grande equilibrio, dolcemente secco e intenso) e create uno strato di savoiardi, aggiungete la crema di mascarpone e una spolverata di mandorle e albicocche. Proseguite facendo un paio di altri strati.





 * gli ingredienti sono da intendersi per un solo bicchiere come quello in foto, da mangiare in due.